Leonardo Cenci ha battuto il suo record alla mezza maratona di Foligno

Domani Leonardo Cenci presenta il suo libro ad Eurochocolate alle ore 18 presso la sala del Grifo e del Leone a Perugia

Leonardo Cenci ha battuto il suo record alla mezza maratona di Foligno

Leonardo Cenci ha battuto il suo record alla mezza maratona di Foligno Il ciclone Leonardo Cenci non si ferma mai e questa mattina (domenica) ha battuto il suo record. Ha preso parte alla quinta edizione della mezza maratona “Città di Foligno” – correndo con il pettorale numero 1.000 – concludendola con il tempo di 1h 48’34” (lo scorso anno percorse i 21 km in 1h 48′47″).

Leonardo Cenci presenterà il suo libro ad Eurochocolate. Lo farà lunedì 22 ottobre, alle ore 18, presso la sala del Grifo e del Leone in corso Vannucci n. 19 a Perugia, all’interno dell’appuntamento denominato “cioccolata con l’autore”.

Il libro, scritto insieme a Rosangela Percoco, si titola “Vivi, ama, corri. Avanti tutta! La straordinaria esperienza di Leo con l’ospite sgradito”. Il volume, edito da Salani e con la prefazione del presidente del CONI Giovanni Malagò, parla dei primi cinque anni di malattia del giovane perugino, classe 1972. Racconta dei suoi primi mesi difficili e della sua decisione di non darla vinta al suo “ospite”, così lo chiama Leo, che ha dovuto rassegnarsi e seguirlo fino a New York, correndo con lui ben due maratone. Quest’anno ha battuto il suo record concludendo il percorso in 4h 6’ e dedicando l’impresa a tutti i malati di cancro.

Da vero imprenditore di sé stesso, Leonardo ha pensato di costruirsi una nuova vita dal momento che quella di prima faceva acqua da tutte le parti. Da matto autentico, sta muovendo mari e monti per rendere la vita dei malati di cancro una vita di buona qualità e non un’esistenza che susciti compassione. Tutto in queste pagine è una testimonianza che Leonardo lascia per farci comprendere il suo punto di vista: malato di cancro non vuol dire arreso, credere non significa illudersi, essere consapevole non vuol dire consegnarsi all’ospite il giorno della diagnosi. E ogni segno che traccia si compone in un disegno sorprendente, dove il cancro diventa una presenza con cui contrattare lo spazio vitale, un suggeritore di nuove soluzioni, un’occasione per camminare verso nuove scelte, nuovi equilibri.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*