L’Amatori Podistica porta il nome di Terni nelle 42km di mezzo mondo

Dopo le presenze ad Amsterdam, Bilbao e New York, il gruppo ha festeggiato la primatista umbra Lilly Agabiti, che a Verona ha portato a termine la sua maratona n. 150

Lilly Agabiti della Amatori Podistica Terni ha concluso a Verona la sua maratona n. 150
Lilly Agabiti della Amatori Podistica Terni ha concluso a Verona la sua maratona n. 150

L’Amatori Podistica porta il nome di Terni nelle 42km di mezzo mondo

La forte spinta data dalla promozione della maratona di San Valentino porta i componenti dell’Amatori Podistica Terni nelle 42km di mezzo mondo. Dopo Amsterdam, Bilbao e New York, il gruppo ha festeggiato la primatista umbra, per maratone concluse, Lilly Agabiti al ritorno da Verona per la maratona n. 150 ed il gruppo che ha preso parte alla maratona di Firenze. Nella maratona del capoluogo toscano, con diecimila iscritti e seconda in Italia dietro Roma come numeri, si e’ avuta una spettacolare cornice in Piazza del Duomo dove per la prima volta erano previsti la partenza e l’arrivo. Grandi emozioni quindi anche per i giallo blu al traguardo con  il campanile di Giotto alle proprie spalle.

Ecco i medagliati : Francesco Bianconi in 3h13, Alessio Schiavo in 3h14, Sartini Luca 3h28, Pinelli Enrico in 3h36, Corpetti Claudia in 3h37, Demma Francesco in 3h38, Fabbri Mauro in 3h41, Camnasio Pierluigi e Botondi Matteo in 4h04.

Domenica si e’ pero’ celebrata una nuova impresa di David Ambrogi, lo  specialista delle gare in montagna dai chilometraggi impensabili, questa volta ha completato ilTrail del cinghiale” a Palazzuolo sul Senio (FI) di 92 km per 5500 metri di dislivello positivo in 17 ore e mezzo. Lo scorso anno Ambrogi concluse l’Ultra Trail du Mont Blanc (UTMB) di 170 km di lunghezza e oltre 10000 metri di dislivello positivo.

Girovagare per montagne è sempre una gran cosa. – spiega David Ambrogi  – Un privilegio, magari cercato con ostinazione ma sempre un privilegio, in particolare quando gli organizzatori sono presenti, competenti e sputano l’anima perché tutto vada per il meglio. Ma questo molti avventori delle corse in montagne l’hanno dimenticato. E sì, si portano a spasso centinaia di euro d’attrezzatura e poi li senti lamentarsi del fango, del grip delle scarpe che non era quello giusto, della mancanza ai ristori della cola o del fatto che il brodo era troppo caldo.”


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