Alessandra Ferretti: “Ora si guarda avanti”

Alessandra Ferretti, classe 1995, difensore e “senatore” della Grifo Perugia, racconta la nascita della sua passione per il calcio e gli inizi con la squadra del paese insieme ai colleghi maschi:

“Tutto è cominciato quando avevo 5 anni. Spesso accompagnavo mio fratello al campo sportivo della squadra del mio paese, Montecchio. Ricordo che una volta sono entrata proprio all’interno del recinto di gioco e da lì è scoccata la scintilla. Ho giocato insieme ai maschi fino all’età di 14 anni circa, poi è arrivata la Grifo Perugia.”

Grifo Perugia che Alessandra considera come una seconda famiglia.

“Per me la Grifo è stata un punto di riferimento, come una famiglia. Venendo a giocare quì mi si sono aperte molte possibilità. A Perugia spesso capita che vengano ad osservarci ‘talent scout’ e dirigenti della nazionale. Così ho avuto la grande opportunità di mettermi in mostra con l’Italia Under 16 ed Under 17. Con quest’ultima ho partecipato anche ad un Europeo. Un’esperienza che non dimenticherò mai.”

Il difensore della Grifo Perugia nella vita di tutti i giorni è una studente universitaria. E casualmente questa intervista è stata realizzata a poche ore dallo svolgimento di un esame…

“Studio psicologia, sono al terzo anno di questo corso di laurea. L’esame? Speriamo sia andato al meglio. Credo che per un atleta sia importante coniugare lo sport all’attività di studio.”

Mettendo da parte la carriera universitaria, Alessandra non nasconde la delusione per un girone d’andata al di sotto delle aspettative.

“Si poteva e doveva fare molto di più. Abbiamo perso tanti punti in maniera sciocca anche contro squadre sulla carta meno tecniche e dotate di noi. Ma quel che è fatto è fatto. Ora dobbiamo solo pensare a migliorare l’attuale posizione di classifica. Tutti gli addetti ai lavori ci hanno fatto i complimenti per la prova contro la capolista Florentia, aldilà della sconfitta, e si chiedono anche come una squadra di quei valori come la nostra si trovi solamente a metà classifica.”

Si tratta di un problema di mentalità?

“Quando giochiamo contro le prime sappiamo quasi che abbiamo poco da perdere e, con la mente sgombra, facciamo bene. Poi contro formazioni di medio-basso livello abbiamo come un ‘blocco’ che non ci permette di esprimerci al meglio. Su questo dobbiamo lavorare.”

A partire dalla prima partita del girone di ritorno.

“Contro il Pisa, fanalino di coda, potrebbe sembrare tutto facile. Noi dobbiamo dare il massimo come contro il Florentia. Guardiamo avanti con positività e facciamo del nostro meglio.”

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